Il concetto di mutualità nel movimento delle pubbliche assistenze toscane

(Articolo estratto dal fascicolo 9/2017 di “Mondo Sanitario” - XXIV, 9: 23-27)

VALERIA PORTA
ANPAS Toscana, Firenze

NICOLA NANTE
Laboratorio di Programmazione e Organizzazione dei Servizi Sanitari, Università di Siena

STEFANO MAGGI
Dipartimento di Scienze politiche e internazionali, Università di Siena


Riassunto: Negli ultimi venti anni, in Italia, stiamo assistendo a profonde trasformazioni, che, analogamente all’esperienza delle maggiori nazioni UE, partendo da una “mixed-market economy” vedono un progressivo decentramento delle funzioni dello Stato a favore di decisori decentrati (“welfare locale”). Tali cambiamenti sono andati consolidandosi con la crisi economica del 2008 che ha generato nuove classi di povertà in un contesto di invecchiamento della popolazione e di aumento delle patologie croniche. Si è aperta, dunque, una nuova fase, detta “secondo welfare”, di cui fa parte il settore della protezione sociale integrativa volontaria, soprattutto nel campo delle pensioni e della sanità, con lo scopo di arginare l’espansione dei nuovi rischi sociali. In questo quadro, lo studio si propone di progettare un possibile futuro ruolo mutualistico delle pubbliche assistenze, e delle organizzazioni di volontariato operanti prevalentemente nel campo socio-sanitario in Toscana. Per fare questo è necessaria una rilettura storica del movimento delle pubbliche assistenze e dell’intreccio non solo ideologico, anche fattivo, con il Mutuo Soccorso.

Parole chiave: Pubbliche Assistenze, Società di Mutuo Soccorso, Mutualità integrativa, Welfare-state

Per leggere l'articolo: www.frgeditore.it/images/porta_et_al

 

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