Mondo Sanitario - n.07-08 - Lug-Set - 2013

1. Analisi e Commenti

1.2 I ritardi dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione

M. Vullo, G. Laganga

Parole Chiave:

L’articolo, affronta il tema del ritardo dei pagamenti ai fornitori nella pubblica amministrazione ed in particolare nel sistema sanitario partendo dall’esperienza maturata dagli autori. È messa in discussione l’affermazione, contenuta in gran parte della letteratura e nei documenti ufficiali delle varie autorità di vigilanza e controllo, che riconduce la causa principale del ritardo nei pagamenti alla scarsa liquidità determinata dai mancati trasferimenti dallo Stato alle Regioni e da queste alle Aziende. A sostegno di questa tesi viene individuato, relativamente alla regione siciliana, il limitato ricorso all’istituto dell’anticipazione di cassa. Infatti, nonostante la norma
regionale fissi tale anticipazione fino ad un massimo di quattro dodicesimi dell’assegnazione annua del fondo sanitario regionale, le aziende sanitarie della regione Sicilia nel corso degli ultimi esercizi hanno utilizzato mediamente il 60% della disponibilità. La paradossale conseguenza del non utilizzo delle anticipazioni ha determinato costi aggiuntivi per interessi moratori richiesti dai fornitori ad un tasso di interesse di circa il 9% annuo a fronte di un tasso di interesse debitore per anticipazione mediamente attorno al 3%. Nell’articolo si osserva, inoltre, che di fronte ai comportamenti omissivi della pubblica amministrazione si è sviluppata una analoga e speculare modalità d’azione delle imprese. Esse, infatti, raramente, allo scadere dei tempi previsti per i pagamenti, richiedono l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge optando per l’avvio di tali procedure solo nel caso di conclusione del rapporto contrattuale con la pubblica amministrazione. Questo meccanismo si spera oggi superato grazie alla L. 192/12 con cui il legislatore,
recependo l’apposita normativa europea, ha posto in essere l’automatica decorrenza degli interessi moratori. Infine viene posta l’attenzione sulla capacità delle aziende di gestire il ciclo passivo, individuato come causa principale del ritardo nei pagamenti, perché attraversato da comportamenti che vanno dalla sciatteria alla corruzione.

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