Incertezza in medicina, contesti organizzativi e appropriatezza. Dall’intolleranza all’adattamento

GIUSEPPE BELLERI
Medico di m.g. in pensione, Brescia

Riassunto: L’incertezza è una condizione strutturale della pratica clinica, non un difetto provvisorio della conoscenza. Il contributo ne ripercorre le radici epistemologiche - dal determinismo laplaciano alla razionalità limitata di Simon e al modello Euristihe&Bias - per collocarla nel contesto specifico della medicina generale, dove l’incertezza epistemica è dominante per la bassa densità tecnologica e la natura non selezionata della casistica. Il medico di medicina generale vi risponde attraverso il ragionamento probabilistico bayesiano e la continuità assistenziale, che costituiscono una forma di epistemologia relazionale. L’intolleranza all’incertezza può favorire bias cognitivi, prescrizioni difensive e inappropriatezza, con ricadute psicosociali rilevanti fino al burnout individuale. La tolleranza - intesa come adattamento attivo, fondato su umiltà, flessibilità e saggezza pratica - dovrebbe diventare un obiettivo esplicito della formazione professionale e una competenza centrale per la qualità dell’assistenza primaria.

Parole chiave: incertezza epistemica, medicina generale, ragionamento bayesiano, medicina difensiva, tolleranza all’incertezza

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