Inappropriatezza prescrittiva: risvolti clinico-organizzativi e danno erariale, focus sulle terapie antibiotiche


CATALDO PROCACCI
Dirigente Farmacista -ASL BAT

DOMENICA ANCONA
Direttore Dipartimento Farmaceutico - ASL BAT

VINCENZA FORNELLI
Dirigente Amministrativo - ASL BAT

ANGELO CIRILLO
Collaboratore Amministrativo - ASL BAT

ALESSANDRO DELLE DONNE
Direttore Generale -ASL BAT, Professore di Diritto Sanitario - Università LUM

 

Riassunto: Se l’appropriatezza è realmente un valore per la sanità, bisogna ripartire mutuando dall’architettura il concetto di “less is more” per contrastare un’idea di salute che si allontana sempre più dal concetto di assenza di malattia e cambiare la visione della medicina e dell’assistenza sanitaria. Migliorare l’appropriatezza prescrittiva, soprattutto quando si parla di antibiotici e del loro frequente abuso, può significare anche fare leva su aspetti comportamentali che possano influenzare le scelte terapeutiche dei clinici, in particolare presso gli ambulatori e gli studi medici.
     L’Italia è tra i Paesi europei con i maggiori consumi e con i tassi più elevati di resistenza e multiresistenza (resistenza di un batterio ad almeno quattro antibiotici di classi diverse). L’aumento delle resistenze, favorito dal consumo inappropriato e dall’abuso degli antibiotici, può essere contrastato efficacemente solo attraverso un approccio globale - one health - che promuova interventi per l’uso responsabile di questi farmaci in tutti gli ambiti.
     In questo contesto bisogna ripartire con dei punti fermi che vedono: un maggiore controllo sull’erogazione degli interventi sanitari, evitando di rimborsare con il denaro pubblico gli interventi sanitari inefficaci e inappropriati, ed un maggiore consapevolezza del medico prescrittore e del paziente alfine di evitare interventi o addirittura dannosi per la sua salute.

Parole chiave: inappropriatezza prescrittiva, antibiotici, danno erariale

Abstract: We must consider appropriateness like a real value for National Health System, we need to restart by borrowing the concept of “less is more” from architecture to move away from an idea of ​​health that increasingly distances itself from the concept of absence of disease and changes the vision of medicine and health care.
Improving prescriptive appropriateness, especially when it comes to antibiotics and their frequent abuse, can also mean leveraging behavioral aspects that can apply to the treatment choices of clinicians, particularly in clinics and doctors’ offices.
     Italy is one of the European countries with the highest consumption of antibiotics and the highest rates of resistance and multi-resistance (resistance of a bacterium to at least four antibiotics of different classes). The increase of antimicrobial resistance, favored by the abuse of antibiotics, can be thwarted only with a global approach - One Health- that promotes interventions for the responsible use of these drugs in all ambits. In this context, it is necessary to start again with some fixed points that they see: greater control over the provision of health interventions, avoiding reimbursing ineffective and inappropriate health interventions with public money, and greater awareness of the prescriber and the patient in order to avoid interventions or even harmful to his health.

Key words: prescriptive inappropriateness, antibiotics, tax damage

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