Virus respiratorio sinciziale in regione Calabria: prevenzione nei neonati e sfide del sistema sanitario

 

RITA FRANCESCA SCARPELLI
Dirigente Farmacista Responsabile Ufficio DPC regionale - U.O.C. Servizio Farmaceutico Territoriale ASP Cosenza

GIANFRANCO SCARPELLI
Direttore U.O.C. Neonatogia e TIN, Direttore Dipartimento Materno Infantile - Azienda Ospedaliera di Cosenza

 

Riassunto: Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) è una delle principali cause di bronchiolite e ricovero nei bambini sotto l’anno di vita, con un impatto rilevante anche su anziani e soggetti fragili. A livello globale ed europeo provoca milioni di infezioni e numerosi ricoveri ogni anno; in Italia colpisce soprattutto i lattanti, con stagionalità autunno-invernale. Fino al 2023 l’unica profilassi disponibile era il Palivizumab per i nati pretermine e ad alto rischio. Nel 2023 l’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato il Nirsevimab, anticorpo monoclonale a lunga durata d’azione (circa 5 mesi), indicato per la prevenzione dell’infezione da VRS nei neonati durante la prima stagione epidemica. Obiettivo del presente lavoro è stato quello di valutare l’efficacia del Nirsevimab nel prevenire i ricoveri per bronchiolite da VRS nei neonati sotto i 12 mesi in Regione Calabria durante la prima campagna di immunizzazione 2024-2025.
     L’analisi ha confrontato i ricoveri regionali per bronchiolite da VRS tra neonati immunizzati e neonati non sottoposti a immunoprofilassi passiva.
     In Regione Calabria la campagna 2024-2025 ha coinvolto 12 punti nascita, distinguendo un gruppo di richiamo (nati prima dell’avvio della campagna) e un gruppo stagionale (immunizzati alla nascita). L’adesione media è stata del 64,8%, più alta nel gruppo stagionale (83,2%) rispetto al gruppo di richiamo (53,4%). Confrontando la stagione 2024-2025 con la precedente, si è osservata una riduzione del 40% dei ricoveri in Pediatria, una riduzione del 65% in Neonatologia, l’assenza di decessi o ventilazione invasiva. La maggior parte dei ricoveri ha riguardato neonati non immunizzati.
     In conclusione, l’immunoprofilassi con Nirsevimab si dimostra efficace e sicura nel ridurre ospedalizzazioni e gravità clinica del VRS nei neonati, evidenziando l’importanza di integrare gli anticorpi monoclonali nelle future strategie nazionali di immunizzazione.

Parole chiave: virus respiratorio sinciziale, immunoprofilassi, anticorpi monoclonali, bronchioliti

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