Fattori di rischio nella cronicità asintomatica: implicazioni del superamento del paradigma ippocratico
GIUSEPPE BELLERI
Medico di medicina generale in pensione, Brescia
Riassunto: La gestione del rischio cardiovascolare e metabolico nelle malattie croniche asintomatiche non trasmissibili rappresenta oggi una quota crescente dell’attività dei sistemi sanitari territoriali. Il saggio analizza le radici epistemiche di questo fenomeno, individuandole nella trasformazione del processo clinico indotta dalla cultura probabilistica del rischio: la classica triade ippocratica sequenziale - anamnesi, diagnosi, prognosi e terapia - si è progressivamente dissolta in un metaconcetto ibrido e circolare, denominato rischio, nel quale i quattro momenti risultano fusi. La prognosi probabilistica frequentistica, non più correlata all’esito di un evento acuto ma alla probabilità di lungo periodo di un danno futuro, retroagisce sulla valutazione attuale e orienta qui ed ora la decisione terapeutica, annullando nella pratica clinica il confine tra prevenzione, diagnosi e cura.
Questo processo - articolabile nelle figure del rischio-diagnosi, del rischio-prognosi e della rischio-terapia - costituisce il superamento operativo del paradigma ippocratico. I sistemi di valutazione della performance - fondati sul controllo di parametri biologici aggregati come proxy della qualità dell’assistenza - trasferiscono la logica della coorte nella relazione individuale, introducendo una dissonanza tra obiettivo clinico e obiettivo organizzativo che il medico di medicina generale, principale gestore di questa domanda, è chiamato a mediare in condizioni di incertezza strutturale.
Parole chiave: rischio clinico, medicina probabilistica, paradigma ippocratico, rischio-diagnosi, rischio-prognosi, rischio-terapia, disease mongerin, medicina generale
Abstract: The management of cardiovascular, metabolic and oncological risk in chronic non-communicable diseases now accounts for a growing share of primary healthcare activity. This paper analyses the epistemic roots of this phenomenon, locating them in the transformation of the clinical process brought about by probabilistic risk culture: the classical Hippocratic sequential triad - anamnesis, diagnosis, prognosis, and therapy - has progressively dissolved into a circular hybrid meta-concept, termed risk, in which these four moments are fused. Frequentist probabilistic prognosis, no longer tied to the outcome of an acute event but to the long-term likelihood of future harm, retroacts upon the current clinical assessment and drives therapeutic decisions in the present, effectively erasing the boundary between prevention, diagnosis, and cure.
This process - articulable as risk-diagnosis, risk-prognosis, and risk-therapy - constitutes the operational supersession of the Hippocratic paradigm. Performance evaluation systems - built on the control of aggregated biological parameters as proxies for care quality - transfer population-level logic into the individual clinical encounter, introducing a dissonance between clinical and organisational objectives that the general practitioner, as the primary manager of this demand, is expected to mediate under conditions of structural uncertainty.
Keywords: clinical risk, probabilistic medicine, Hippocratic paradigm, risk-diagnosis, risk-prognosis, risk-therapy, primary care, risk disease, health governance
La medicina di genere
a cura di Francesco Colavita
2021, pagg. 32, versione pdf € 9,00 - versione cartacea € 20,00 - © FRG Editore, Roma

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