Il post-COVID: il modello USCA e il nuovo PNRR. Si può potenziare l’assistenza territoriale?


CHIARA SALINI
Scuola Post Laurea di Sanità Pubblica, Università degli Studi di Siena

FRANCESCO VENCIA
U.F. Cure Primarie Zona Amiata Val d’Orcia, USL Toscana Sud-Est

NICOLA NANTE
Scuola Post Laurea di Sanità Pubblica, Università degli Studi di Siena
Dipartimento di Medicina Molecolare e dello Sviluppo, Università di Siena

 

Riassunto: A seguito del dilagare della pandemia da COVID-19, i Sistemi Sanitari mondiali hanno inizialmente trovato nell’Ospedale l’unico ambiente di cura, causando però un sovraffollamento, una carenza di posti letto e una difficoltà nella gestione dei pazienti ricoverati. Per garantire un’adeguata assistenza a tutta la popolazione, in Italia il Governo ha istituito con un decreto la creazione delle USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale), al fine di seguire al domicilio i pazienti affetti da SARS-CoV-2, garantire terapie adeguate e rilevare precocemente situazioni critiche che avrebbero necessitato di ricovero. Le USCA si sono rese un’arma fondamentale per affrontare la pandemia e garantire cure eque a tutta la popolazione, anche mediante l’utilizzo della telemedicina e di strumentazioni sofisticate, ma portatili (EPOC, ecografi portatili). Il presente contributo vuole analizzare l’attività delle USCA dall’inizio della pandemia allo stato attuale, per valutare la possibilità di intensificare le cure domiciliari, anche nel post-COVID, curando cronicità e fragilità di una popolazione sempre più anziana e utilizzare il domicilio del paziente come primo luogo di cura, riducendo di conseguenza tutti i costi sanitari diretti ed indiretti.

Parole chiave: COVID-19, cure domiciliari, USCA, cure primarie, telemedicina

Abstract: Following the spread of the COVID-19 pandemic, the world’s Health Systems initially identified the Hospital as the only care setting, causing overcrowding, a shortage of beds and difficulty in managing hospitalized patients. To ensure adequate care for the entire population, in Italy the government established by a Decree the creation of the USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale, or Special Continuity of Care Units), in order to follow-up SARS-CoV-2 patients at home, ensure adequate treatment, and detect early critical situations that would require hospitalization. USCAs have been a key tool in addressing the pandemic and ensuring equitable care for the entire population, also using telemedicine and sophisticated but portable instrumentation (EPOC, portable ultrasound). This paper aims to analyze the activity of the USCAs from the beginning of the pandemic to the current state, to assess the possibility of intensifying home care, even in the post-COVID era, treating chronicities and frailties of an increasingly elderly population and using the patient’s home as the first place of care, consequently reducing all direct and indirect health care costs.

Key words: COVID-19, Primary Health Care, USCA, home care, telemedicine

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