Marche - Delibera G.R. 6 agosto 2018, n. 1093 - Recepimento da parte della Regione Marche della L. 8 marzo 2017, n. 24 “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie” (art. 2, comma 4) - Istituzione del Centro Regionale per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente -

 

La Giunta Regionale

DELIBERA

      1. - di istituire il Centro Regionale per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente, in recepimento della L. 8 marzo 2017, n. 24, art. 2, comma 4 “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, il cui assetto organizzativo e le cui modalità operative sono riportati nell’Allegato A, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto;

      2. - di rinviare a decreto successivo della P.F. competente la definizione della composizione di: Unità di Coordinamento Regionale, Comitato Tecnico Scientifico, Nucleo di Valutazione Medico Legale;

      3. - di stabilire che la spesa derivante dall’attuazione della presente delibera è compresa nei limiti del budget annualmente assegnato dalla Regione Marche alle Aziende del SSR.

 

DOCUMENTO ISTRUTTORIO

Normativa di riferimento (omissis)

Motivazioni ed esito
      Nel 2009 la Regione Marche, recependo l’accordo tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome del 20 marzo 2008 concernente la gestione del rischio clinico e la sicurezza dei pazienti, ha dato l’avvio ad un programma regionale specifico sull’argomento con DGR n. 1513.
      È stato così dato l’avvio ad una politica regionale che considera la gestione del rischio clinico parte integrante delle strategie di miglioramento della qualità dei servizi sanitari, con finalità di realizzare un adeguato livello di coordinamento delle attività svolte dagli enti del SSR, sulla base di criteri metodologici omogenei e condivisi nell’intento di migliorare il grado di sicurezza dei pazienti nelle strutture sanitarie marchigiane.
      La gestione del rischio clinico rientra, infatti, nell’ambito del “governo clinico” per il miglioramento della qualità delle prestazioni attraverso un processo sistematico, comprendente sia la dimensione clinica che quella gestionale, che si avvale di metodi, strumenti e azioni che consentono di identificare, analizzare, valutare, trattare e monitorare i rischi per migliorare la sicurezza dei pazienti e degli operatori.
      In quest’ottica il mandato del Centro Regionale Rischio Clinico, già identificato all’epoca come organo tecnico del Servizio Salute (a sua volta costituito da un Comitato Tecnico Scientifico, Gruppi di Progetto ed una Unità di Coordinamento Operativo), è stato sin da subito quello di promuovere, attraverso tutta una serie di azioni progettuali a breve e medio-lungo termine, la cultura dell’imparare dall’errore sottraendola a quella della colpevolizzazione tout court, sulla base di criteri metodologici omogenei e fortemente condivisi, in linea con il modello di Governance nazionale del rischio clinico.
      È stata contemporaneamente istituita una rete di referenti aziendali per la gestione del rischio quale espressione della volontà del sistema regionale di esprimere adeguati livelli di coordinamento delle azioni nelle singole aziende e negli IRCCS del SSR, con impiego di criteri metodologici omogenei e fortemente condivisi volti all’identificazione delle aree di rischio, alla prevenzione/riduzione degli errori unitamente alla diffusione di strategie di miglioramento.
      È stato, così, dato inizio a tutta una serie di azioni progettuali definite in un preciso programma per rispondere da un lato all’esigenza di costruire un processo partecipativo in ogni azienda a livello regionale e dall’altro per agire nell’immediato per rispondere agli adempimenti istituzionali e dare concretezza all’impegno delle istituzioni sanitarie in tema di qualità e sicurezza delle cure.
      Tra le predette attività progettuali avviate e tutt’ora da perseguire e completare vi sono:
      - l’implementazione del Sistema Informativo Monitoraggio errori in Sanità (SIMES) per sinistri ed eventi sentinella;
      - la realizzazione di un sistema informativo di Incident reporting per eventi avversi o quasi eventi;
      - l’elaborazione ed attuazione di un piano di formazione per la funzione del rischio clinico aziendale e per un gruppo di lavoro sulla Root Cause Analysis (RCA);
      - il monitoraggio dello stato di implementazione della Raccomandazioni del Ministero della Salute e dell’OMS per la sicurezza dei pazienti;
      - lo sviluppo di due sistemi collegati di intervento rapido regionale e successiva analisi causale profonda in caso di evento avverso grave al fine di prevedere un intervento aziendale e regionale appropriato tempestivo e competente;
      - lo sviluppo di un framework regionale per il miglioramento della qualità e sicurezza in ambito sanitario per ottimizzare ed omogenizzare l’analisi delle aree di rischio a più alto impatto con conseguenti azioni di miglioramento;
      - la mappatura del livello di rischio delle aziende sanitarie marchigiane;
      - l’elaborazione di report trimestrali sui flussi informatici degli eventi sentinella-eventi avversi-sinistri;
      - l’analisi dei dati al fine di sviluppare strategie di riduzione del rischio;
      - la raccolta-validazione-diffusione delle buone pratiche regionali per la sicurezza dei pazienti;
      - l’attuazione di piani formativi mirati alle esigenze scaturite dall’analisi dei dati;
      - la periodica rivalutazione dell’impatto dei cambiamenti nel profilo di rischio delle aziende sanitarie.
      In linea con quanto previsto a livello ministeriale circa l’obbligo di segnalazione degli eventi occorsi, delle cause e dei fattori contribuenti e delle azioni predisposte per ridurre la probabilità di accadimento, nel 2013 è stato prodotto all’interno della DGR n. 1479 un documento condiviso con i Referenti del rischio clinico degli enti del SSR relativo proprio alla gestione del Flusso informativo degli eventi sentinella verso la Regione ed il Ministero attraverso l’utilizzo delle schede A e B nel portale SIMES: è stato, così, ribadito da un lato l’obbligo delle Aziende di pronta segnalazione ed analisi di tali eventi e dall’altro l’obbligo della Regione di validazione dei dati con successiva trasmissione al Ministero e condivisione annuale con le aziende della reportistica sull’avvenuto monitoraggio.
      Nella stessa determina era ridefinita la composizione del centro regionale del rischio clinico con suddivisione in una Unità di Coordinamento Regionale, un Comitato Tecnico Scientifico e Gruppi di Progetto; era, altresì, indicata la riprogrammazione delle azioni progettuali per gli anni 2013-2015 consolidando il pieno utilizzo degli strumenti tecnici già implementati per assicurare una puntuale e tempestiva gestione dei flussi informativi in ambito regionale e nei confronti del Ministero della Salute, ribadendo l’importanza della funzione Aziendale della gestione del rischio clinico.
      Fra le funzioni del Comitato tecnico scientifico era altresì indicata la definizione di linee progettuali in tema di prevenzione del contenzioso dal momento che la valutazione dell’indice di sinistrosità delle Aziende rappresenta un altro indicatore di qualità del SSR all’interno della gestione del rischio clinico.
      Nel 2015, con decreto del direttore dell’ARS n. 68, è stato costituito un apposito Gruppo di Progetto il cui compito era di predisporre una proposta di Piano Regionale per individuare un Sistema di monitoraggio dei piani di miglioramento sugli eventi sentinella segnalati, stante anche l’indicazione nel documento ministeriale contenente gli adempimenti LEA degli anni 2014-15 che prevedeva una specifica area “AS: Rischio clinico e sicurezza dei pazienti”.
      Era così approvato con DRG 1094/15 il documento per uno specifico sistema regionale di monitoraggio dei piani di miglioramento aziendali sugli eventi sentinella, che prevedeva l’utilizzo di una scheda C di follow up mirata alla verifica periodica dell’avanzamento dei piani/azioni di miglioramento.
      Tale sistema rappresenta un ulteriore elemento di miglioramento della sicurezza e qualità delle cure, mediante l’utilizzo di un modello sistematico comprendente sia la dimensione clinica che organizzativo gestionale, nell’ottica del principio “dell’imparare dall’errore”. All’ARS spetta la raccolta strutturata delle schede C, il monitoraggio dei piani di miglioramento con analisi dei dati per singola azienda e la successiva restituzione e discussione alle direzioni Aziendali e al Responsabile della qualità e del Rischio clinico.
      Con DGR 1097/2015 è stato poi approvato un atto di indirizzo alle aziende del SSR per la prevenzione delle cadute di persone assistite, fenomeno che è causa di incremento di disabilità, di ospedalizzazione e di decessi, al fine di migliorare ulteriormente la qualità all’interno della sicurezza delle cure ed alla gestione del rischio clinico.
      Il Rischio Clinico e Sicurezza dei pazienti è stato oggetto di valutazione anche nel Documento Ministeriale contenente gli Adempimenti Lea assegnati per l’anno 2017: è stato previsto fra gli obblighi, nell’Area AS Rischio Clinico e Sicurezza dei pazienti, il raggiungimento, sulla base dei dati presenti nel flusso Simes, della percentuale di completa compilazione di almeno il 50% della scheda A e della scheda B degli eventi sentinella, comprensive cioè di analisi dell’evento avverso, di individuazione dei fattori contribuenti e dei piani di miglioramento (punto AS.4.1); nel punto AS.l è stato altresì indicato che lo stato di implementazione delle Raccomandazioni ministeriali risulta raggiunto quando sono state implementate almeno 12 Raccomandazioni su 17 e qualora almeno 1’80% del totale delle Aziende sanitarie della Regione abbia dato seguito a ciascuna Raccomandazione.
      Ed ancora: nella recente L. n. 24 dell’8 marzo 2017 viene esplicitamente chiarito come la sicurezza delle cure risulti presupposto indefettibile per poter garantire il “diritto alla salute” della persona assistita. In altre parole, secondo il Legislatore, essa si realizza anche mediante l’insieme di tutte le attività finalizzate alla prevenzione e alla gestione del rischio connesso all’erogazione delle prestazioni sanitarie ed all’utilizzo appropriato delle risorse strutturali, tecnologiche e organizzative. La Legge individua specificamente il livello regionale e quello aziendale come snodi essenziali attraverso i quali garantire le politiche ed il governo dei programmi per la prevenzione ed il controllo del rischio sanitario.
      Il recepimento delle predette indicazioni normative fa si che uno strutturato sistema di gestione del rischio rappresenti non solo lo strumento tramite il quale prevenire gli eventi avversi a tutela del paziente, ma anche la modalità con cui contenere il contenzioso, andando così a limitare anche il fenomeno della medicina difensiva, al fine di raggiungere anche una razionalizzazione delle risorse disponibili, a beneficio del processo di cura del paziente stesso.
      Una volta ottemperato l’obbligo di Legge di costituire con specifico atto deliberativo regionale il Centro Regionale per la Gestione del Rischio Sanitario e la Sicurezza del Paziente quest’ultimo avrà il compito di raccogliere dalle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private accreditate i dati regionali sui rischi, eventi avversi, eventi sentinella ed eventi senza danno, nonché i dati relativi alle cause, all’entità, alla frequenza e all’onere finanziario del contenzioso, per trasferirli, annualmente, tramite procedura telematica, all’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità (come indicato dagli articoli 2 e 3 della stessa legge).
      Il Centro Regionale fungerà, quindi, da coordinamento tra le strutture e l’Osservatorio; quest’ultimo avrà il compito di mappare il rischio delle strutture e predisporre specifiche linee di indirizzo per prevenirlo e gestirlo, anche attraverso la formazione del personale sanitario.
      Si ritiene, pertanto, con il presente provvedimento, di garantire continuità alle progettualità già avviate negli anni passati nell’ambito regionale attraverso la concreta definizione di un nuovo programma regionale finalizzato nelle prossime annualità 2018-2020 a consolidare il già avviato modello di gestione del rischio e del contenzioso nonché ad implementare azioni di miglioramento per la sicurezza dei pazienti e buone pratiche in applicazione delle Raccomandazioni Ministeriali e delle linee di indirizzo e monitoraggio sulla tematica della sicurezza delle cure.
      (Omissis)

 

Allegato

Ricerca normativa

Per visualizzare gli ultimi aggiornamenti del Codice dell'Ospedalità Privata
Clicca qui

Quaderni OS - A chi interessa il benessere del medico

cop quad os pepedi Gabriele Giuseppe Pepe e Franco Pepe

2022, pagg. 164, versione pdf € 15,00 - versione cartacea € 28,00 - © FRG Editore, Roma

Versione pdf € 15,00

Codice offerta

Versione Cartacea € 28,00

Codice offerta
>>

Area Abbonati

Abbonati ora!