Un treno chiamato mobilità. Proposta metodologica per un ripensamento della mobilità sanitaria: una nuova regia nazionale post COVID-19

 

GIUSEPPE MASSARO
Esperto di programmazione e management sanitario

FRANCESCO COLAVITA
Esperto di management delle ASL, valutatore delle performance del SSN

 

Riassunto: Partendo dalle immagini dei giorni iniziali del lock down, l’articolo sviluppa una riflessione sul tema della mobilità sanitaria e sugli orizzonti programmatori che questa condiziona. Attraverso la mobilità le popolazioni dei diversi territori italiani completano la loro domanda di assistenza sanitaria oltre quella che esprimono all’interno dei propri servizi sanitari regionali di riferimento. Di contro, tuttavia, mentre la domanda “interna” (residenti verso SSR di riferimento) trova un “bilanciamento” nel limite di finanziamento imposto dal fondo sanitario regionale, la mobilità viene considerata nella sua interezza e misurata finanziariamente sulle prestazioni effettivamente rese fuori regione. È analizzato il fenomeno della mobilità sanitaria “fittizia”, connessa cioè esclusivamente alla residenza e che non può essere più tralasciata anche per via degli attuali procedimenti di compensazione tra i Servizi Sanitari Regionali. L’articolo sviluppa una proposta metodologica per un ripensamento della mobilità sanitaria a livello nazionale, una nuova regia post COVID-19.

Parole chiave: mobilità, Coronavirus, Patto per Salute 2019-2021, fabbisogno, COVID-19

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