L’impatto del “Fiera COVID Hospital” di Civitanova Marche sull’organizzazione del personale sanitario durante l’emergenza pandemica


NADIA MOSCA
Direttore U.O.C. Integrazione Ospedale Territorio Area Vasta 3 - ASUR Marche

Riassunto: La Regione Marche, nel contesto drammatico dell’epidemia da COVID-19, registrava il 25 febbraio 2020, il primo caso di SARS-CoV-2 nella provincia di Pesaro-Urbino. In pochi mesi i contagi salivano esponenzialmente collocandola tra fine marzo ed inizio aprile 2020, ai primi posti nazionali per l’impatto sulla organizzazione sanitaria e sulla gestione delle strutture ospedaliere regionali.
     Nonostante la riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale messa in atto, in applicazione al Piano Pandemico Regionale, il fabbisogno di posti letto risultava ancora non sufficiente, soprattutto quelli ad alta intensità di cura. Pertanto, il 3 aprile 2020, ricalcando l’esperienza della Lombardia, veniva realizzato uno stabilimento ospedaliero temporaneo a Civitanova Marche, la cui sede era in grado di soddisfare requisiti di centralità nel territorio marchigiano, vicinanza con l’ospedale e l’eliporto, rapidità di attuazione.
     L’attivazione della Fiera COVID Hospital di Civitanova Marche ha comportato l’elaborazione in tempi brevissimi di un progetto work, al fine di rendere la struttura operativa sia da un punto di vista assistenziale che organizzativo, portando ad analizzare al termine della sua attivazione, i punti di forza e di debolezza emersi.
 

Parole chiave: COVID-19, Fiera COVID hospital Civitanova Marche, modello organizzativo COVID Hospital

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