Rapporto pubblico-privato in emergenza-urgenza: il potenziale ruolo delle sperimentazioni gestionali, un modello teorico per il pronto soccorso

 

SONIA MAURIZI
Dirigente Medico, Pronto Soccorso Ospedale Principe di Piemonte Senigallia - AST Ancona

 

Riassunto: Prendendo spunto dalla presenza nei pronto soccorso di medici di cooperative che sopperiscono alla grave carenza di personale, si analizza la situazione - che appare critica dal punto di vista della qualità del servizio - poiché trattandosi di medici itineranti, che si spostano da un ospedale all’altro per “coprire” il loro orario lavorativo che svolgono in autonomia, condividono raramente le loro decisioni diagnostico-terapeutiche e non chiedono aiuto in caso di dubbio. Inoltre, a volte mancano di formazione nel campo dell’emergenza e non sono dotati di specializzazione (si tratta perlopiù di medici di base, odontoiatri o medici neolaureati). Da tutto ciò può derivare o una gestione superficiale, che espone al rischio di errore clinico e contenzioso, ovvero una gestione non efficiente con richiesta di troppi esami non adeguati al caso e aumento dei tempi di gestione del paziente in pronto soccorso, aggravando il fenomeno del boarding (ovvero l’attesa del paziente in attesa di un posto letto) e, non meno importante, ad aggravare i costi di gestione. Va, tuttavia, sottolineata anche l’esistenza di una quota di medici dotata di una buona preparazione nel campo dell’emergenza. Sono spesso professionisti che hanno lasciato il SSN per andare a lavorare nel privato dove hanno maturato capacità gestionali migliori, con approcci più essenziali ma efficienti, che potrebbero apportare un valore aggiunto in un’ottica di condivisione dei percorsi gestionali. Quello che “manca” attualmente è l’équipe di colleghi stabile nel tempo con cui condividere le conoscenze e le competenze al fine di migliorare la qualità delle prestazioni. Il pronto soccorso è infatti un servizio essenziale, punto di snodo tra territorio e ospedali ad alta specializzazione, il cui buon funzionamento può rientrare nell’interesse di amministrazioni comunali o fondazioni bancarie, associazioni profit e non profit.
     Da queste premesse nasce la proposta teorica di una sperimentazione gestionale di cui va verificata la fattibilità economico-finanziaria. In pratica un soggetto giuridico terzo (società a responsabilità limitata o fondazione) di pronto soccorso, che vedendo il coinvolgimento di più partner pubblici e privati che interagiscono tra loro con l’obiettivo di garantire non la mera fornitura di personale per la copertura dei turni, ma un modello di collaborazione strutturata pubblico-privato che punti a perfezionare sia la formazione del personale, sia a costruire metodologie di lavoro condivise che consentono, a loro volta, di migliorare la qualità e l’efficienza del servizio offerto anche mediante l’integrazione con le nascenti strutture territoriali previste dal PNRR.

Parole chiave: sperimentazioni gestionali, pronto soccorso, PNRR

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