Organizzazione Sanitaria - n.1 - Gen-Mar - 2009

03. Una proposta di applicazione di budget alle medicine di gruppo dell’area metropolitana genovese

Mario G.B. Fisci, Nicola Nante

Parole Chiave:

    Il welfare italiano ha conosciuto negli ultimi trent’anni una significativa evoluzione e la sua componente sanitaria ha subito forti cambiamenti orientati, soprattutto, all’applicazione di principi di efficienza, con una misurata allocazione e uso di risorse, secondo criteri di appropriatezza, tendendo a proporre interventi sanitari basati sull’evidenza.
    Questo fenomeno ha determinato un percorso di riconfigurazione del sistema, tuttora in corso, composto da due fasi contemporanee e sovrapposte, costituite, la prima, dal ridimensionamento dell’assistenza ospedaliera, sempre più rivolta alla cura delle patologie acute e alla riduzione dei tempi di degenza e, la seconda, dall’implementazione delle cure territoriali indirizzate alla promozione della salute della collettività e alla cura delle cronicità.
    Il percorso non è ancora completato, sia per la discrezionalità di applicazione dei modelli organizzativi legiferati, concessa alle Regioni, sia per la differente configurazione che ha preso l’assistenza distrettuale nelle diverse realtà regionali, sia, infine, per la riluttanza delle aziende sanitarie e delle rappresentanze dei medici di famiglia di individuare e imboccare percorsi nuovi di integrazione e collaborazione pienamente condivisi.
   Nel presente articolo viene presentato e descritto il modello organizzativo delle cure territoriali elaborato, nell’ambito della Asl 3 “Genovese”, da un gruppo di lavoro - composto da medici della direzione sanitaria e della direzione della U.O. Attività distrettuali e da medici di medicina generale - che ha cercato di coniugare quanto da tempo previsto dagli accordi di lavoro per la medicina generale con le tendenze organizzative emerse nell’ultimo decennio alla luce delle attuali evidenze demografiche e epidemiologiche, che necessitano di essere governate con criteri e strumenti diversi da quelli finora adottati.
   Il documento prodotto muove, infatti, dalla considerazione - unanimemente condivisa - dell’esigenza di mettere a disposizione della popolazione genovese, in particolare di quella anziana, servizi sanitari alternativi e integrati a quelli già forniti sul territorio, ma giudicati inappropriati o insufficienti a dare risposte adeguate ai complessi bisogni di assistenza espressi dal contesto sociale di riferimento.

            Merita segnalare che al modello proposto presso la Asl 3 Genovese risulta essersi ispirato l’ACN della medicina generale per il triennio 2009-2011, recentemente sottoscritto, prevedendo la realizzazione, su scala nazionale, di modelli analoghi, che spetterà, tuttavia, alle parti interessate, in sede di stipula degli accordi attuativi regionali, di formulare avvalendosi dei consueti margini di autonomia negoziale ad esse riservati.

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