Organizzazione Sanitaria - n.4 - Ott-Dic - 2010

3. Sviluppi normativi e giurisprudenziali in materia di consenso informato per la sottoposizione ai trattamenti sanitari

Roberto Cursano

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La proposta di legge attualmente in discussione nelle sedi parlamentari, volta a disciplinare, tra l’atro, la materia del consenso informato e delle dichiarazioni anticipate di trattamento (Atto Camera n. 2350), rappresenta il punto conclusivo di un lungo percorso che ha visto il progressivo affermarsi del principio secondo il quale il consenso informato del paziente rappresenta un presupposto necessario ed ineludibile per la sottoposizione a qualsiasi trattamento sanitario.
A partire dagli anni ‘80 del secolo scorso, dapprima i codici di deontologia medica, poi la giurisprudenza e la normativa adottata con riferimento a specifici settori dell’attività medica hanno affermato con sempre maggiore forza la necessità che i trattamenti sanitari fossero autorizzati dal paziente, previa completa informativa da parte del medico. In sostanza, sulla scorta dell’esperienza dei paesi anglosassoni, dove il principio del consenso informato si era affermato già diversi decenni prima, in quegli anni nel nostro Paese ebbe inizio una progressiva evoluzione del rapporto tra medico e paziente, che per certi versi è ancora in corso: dal modello di medicina tradizionale, basato sul cosiddetto principio paternalistico, in base al quale il medico era tenuto a decidere per il bene del malato, senza coinvolgere il malato medesimo in alcuna scelta terapeutica, si passa ad un modello nuovo che prevede l’informazione del malato e la sua compartecipazione nella scelta della cura e della terapia da somministrare.
Al fine di comprendere appieno il radicale cambiamento di prospettiva che si è registrato negli ultimi decenni, basti pensare che mentre i vecchi codici di deontologia medica si soffermavano sull’opportunità che il medico celasse al paziente informazioni relative a prognosi gravi o infauste, tali da poter procurare sofferenza o preoccupazione alla persona, le attuali norme di deontologia medica prevedono norme di comportamento completamente diverse, basate sul dovere di fornire corrette e complete informazioni al paziente, sulla base delle quali questi possa esprimere un valido consenso ai trattamenti terapeutici.

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