Organizzazione Sanitaria - n.3 - Lug-Set - 2006

02 - Un nuovo percorso clinico-organizzativo per la gestione dei pazienti sottoposti ad interventi di artroplastica elettiva: considerazioni e risultati

L. Nannetti, B. Lombardi, P.G. Taiti, G. Benelli, F. Bellomo, J. Polimeni, L. Tattini, F. Lega

Parole Chiave:

L’Ortopedia è una delle branche della medicina più influenzate dal progresso tecnologico; in particolare, l’artroplastica rappresenta la procedura di uso più comune riguardante l’inserzione di protesi (soprattutto a livello di anca e ginocchio) e costituisce circa l’80% degli interventi eseguiti per artrosi.

Gli studi presenti in letteratura mettono in evidenza ottimi risultati in termini di outcome (sia perché viene ristabilita la funzionalità articolare sia perché viene ridotta la sintomatologia dolorosa). Tuttavia, per il raggiungimento di un buon risultato è necessario intraprendere quanto prima un’attività fisica per velocizzare il recupero post-operatorio, stabilendo un idoneo piano di lavoro per la riabilitazione. Alcuni studi sostengono che quanto maggiore è il tempismo nel riprendere l’attività, tanto più rapidi saranno i tempi di recupero e più significativa la riduzione di temibili complicanze (in particolare, il rischio di fenomeni trombotici a carico della circolazione venosa, determinati in prima istanza dalla diminuita mobilità). Pertanto, a prescindere dall’abilità chirurgica e dalle condizioni di base del paziente, il successo dell’intervento di artroplastica deriva anche dalla puntuale e rapida ripresa dell’attività dell’articolazione interessata.

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